Tartufo Bianco di Alba, l’oro bianco delle Langhe

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Il Tartufo Bianco 

Il tartufo è un fungo ipogeo pregiato. Quello bianco di Alba è tra quelli più rinomati e apprezzati tra gli estimatori e non solo. Denominato Tuber Magnatum Pico, le sue origini risalgono al Trecento da alcuni documenti che sono stati rilevati in casa Savoia. Ma si racconta che già ai tempi degli Egizi i faraoni lo servivano nei loro banchetti. Invece i Sumeri lo consumavano abitualmente ed era conosciuto nell’antica Arabia e nell’Impero Babilonese.
Il suo percorso scientifico risale alla fine del 1700, quando un giovane medico torinese, Vittorio Pico, nella sua tesi di laurea lo classificò con il nome di “tuber magnatum”. A questa denominazione si aggiunse in seguito l’estensione Pico, proprio come tributo al suo nomenclatore.

Le sue inconfondibili caratteristiche

Presenta una forma tondeggiante e abbastanza schiacciata. Le sue dimensioni sono molto variabili. L’aspetto non regolare è da attribuire al terreno di origine, che per la presenza di sassi o radici di piante non ne ha consentito una crescita libera.  È chiamato bianco per via della superficie che sembra un velluto e la cui colorazione spazia dal crema chiaro al giallo ocra. La polpa invece è di un intenso bianco crema e presenta delle venature sfumate che sono in grado di indicare il suo grado di maturazione. L’odore è aromatico e intenso, mentre il sapore è leggermente piccante. Ricorda vagamente quello del formaggio Grana.

Quando raccoglierlo e come consumarlo

Il periodo del raccolto avviene dal mese di Settembre- Ottobre fino alla fine di Dicembre. È proprio in questo lasso di tempo che raggiunge infatti il massimo livello di maturazione. Il suo habitat naturale sono terreni soffici e umidi, ricchi di calcio. Lo troviamo maggiormente in Piemonte perché le Langhe sono il suo “regno”. È presente anche in alcuni territori di Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Umbria e Lombardia. È il protagonista di molte fiere di settore a lui dedicate, come la Fiera del Tartufo Bianco d’Alba. Suggestiva è anche la Fiera Nazionale del Tartufo bianco pregiato di Acqualagna. Come la Mostra mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi è un evento imperdibile per gli amanti di questa specialità di tartufo.

Per valorizzare al meglio il suo sapore inconfondibile si consiglia di consumarlo crudo. Molti chef consigliano di privilegiare come abbinamenti l’uovo, il riso e il formaggio. Può essere gustato anche grattato su una bistecca rigorosamente cotta alla griglia.  Rispetto alle altre tipologie di tartufo va consumato velocemente, al massimo in una settimana.

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