Robinia Pseudoacacia: un albero tutto da scoprire

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La robinia psuedoacacia è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle leguminose, arrivata fino a noi dall’America del nord.

L’erborista della corte francese Jean Robin ricevette nel 1601 dall’America dei semi che, una volta piantati, diedero vita a degli alberi ornamentali bellissimi che presero il suo nome in suo onore.

Dall’orto botanico dell’Università di Parigi la robinia iniziò ad espandersi in tutta Europa e si hanno testimonianze della sua presenza nel giardino di Alessandro Manzoni.

La robinia pseudoacacia è una pianta a foglia caduca dall’altezza media tra i 16 ed i 25 metri, dal tronco irregolare e dalla corteccia nodosa e spessa.

È una pianta dall’aspetto elegante che si distingue per fioriture bianche notevoli e profumatissime, dall’aspetto simile all’acacia.

Non è raro trovarla in città vista la sua capacità di resistere all’inquinamento. Ai tempi dei treni a vapore, veniva piantata lungo le ferrovie a fini ornamentali e di consolidamento ed ancora oggi è facile trovarla in questi luoghi.

Per molto tempo le foglie di robinia sono state utilizzate per l’alimentazione di conigli e ruminanti, oggi viene piantata per consolidare scarpate pendici franose nonché per fini fitoterapici ed omeopatici.

Le proprietà e gli utilizzi della robinia pseudoacacia

La robinia pseudoacacia è ricca di vitamine (A, B1, B2, B3) e di calcio, ferro, magnesio, sodio e potassio.

Si distingue per proprietà astringenti, antisettiche ed antiinfiammatorie.

Le infiorescenze ed i principi attivi contenuti nella corteccia vengono utilizzati per contrastare l’acidità di stomaco grazie all’attività emolliente e protettiva che svolgono sulle mucose gastriche ed intestinali.

La tintura madre è utilizzabile in caso di raucedine come espettorante balsamico nelle forme catarrali.

Dai fiori essiccati si può ricavare un’ottima tisana rilassante e non è raro trovare la robinia pseudoacacia tra i componenti di dentifrici, polveri e paste.

La robinia è inoltre ricca di catecolo e di quercetina utile per provare sollievo in caso di mucose infiammate, gengivite, stomatiti e faringiti.

In caso di diarrea può dare beneficio grazie alle sue proprietà astringenti.

È possibile inoltre sfruttare la robinia pseudoacacia anche in cucina.

Analogamente all’acacia, dalla robinia si ricava un delicato miele energizzante dal caratteristico colore ambrato.

È possibile cucinarne i fiori, raccolti tra aprile e maggio, in una deliziosa pastella da friggere.

Per una ricetta da leccarsi i baffi è sufficiente stemperare 2 cucchiai di farina bianca in mezzo litro di latte, aggiungere sale, 5 rossi d’uovo e la buccia di un’arancia.

Dopo aver lasciato riposare un’ora circa, montare a neve 5 bianchi d’uovo da unire alla pastella in cui immergere i fiori.

I fiori così pastellati vanno fritti in abbondante olio bollente per poi essere gustati caldi con un tocco di miele.

Come si coltiva la robinia pseudoacacia

Chi volesse coltivare la robinia deve utilizzare un terreno composto in parti uguali da sabbia e torba. Per favorire l’attecchimento è importante non danneggiare il terreno a copertura delle radici nel momento in cui si mettono a dimora i semi. Vanno utilizzati i semi dell’anno precedente, lasciati a riposare in frigo una decina di giorni.

Vanno prediletti i terreni freschi, profondi e soleggiati e ben si adatta in città, considerata la sua resistenza allo smog. Tuttavia bisogna evitare le zone ventose: la robinia ha portamento a chioma eretta ma il suo fusto è molto fragile e sotto l’azione del vento soffrirebbe molto.

Il legname della robinia pseudoacacia non è utilizzabile nelle costruzioni, per questo motivo il ruolo di questa pianta è solamente ornamentale. Il suggerimento è di posizionare la coltivazione accanto a piante a foglie verdi per potenziarne l’effetto visivo. La posizione ideale può essere ai limiti di un bosco o tra le conifere.

Inoltre, trattandosi di una pianta leguminosa, le sue radici svolgono un’azione di fissaggio dell’azoto nel terreno generando in autonomia l’auto-concimazione.

Sovente viene mantenuta sotto forma di grande cespuglio, ottenibile procedendo con la potatura ogni due o tre anni fino alla base.

Negli ultimi anni è cresciuta la coltivazione della robinia al fine di creare, insieme ad altri alberi (trifoglio, rosa selvatica, tarassasco, malva), delle siepi per le api. Queste siepi permettono di produrre continuamente nettare e polline per le api nel periodo che va da febbraio a settembre.

La robinia pseudoacacia è una pianta molto resistente ai parassiti ed alle malattie e l’unico nemico può essere considerato l’attacco delle cocciniglie. Il problema può essere facilmente risolto utilizzando insetticidi ad ampio spettro.

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